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parrocchia di denno

S.messa in ricordo dei caduti nel centenario inizio 1°guerra mondiale

L’UNITA’ PASTORALE “CRISTO SALVATORE”- IN BASSA VAL DI NON- HA RICORDATO CON UNA S. MESSA i 211 CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

In questi giorni nelle nostre comunità del Trentino e in tutta Europa, si è parlato e scritto tanto sulla Prima Guerra Mondiale, ricordando l’anniversario dell’inizio.

Fra le molte iniziative, proposte da enti e associazioni, ricordiamo quella delle comunità parrocchiali della Bassa val di Non, riunite nell’Unità Pastorale “Cristo Salvatore”, che hanno voluto celebrare e vivere questo anniversario con una S Messa in suffragio dei Caduti e delle vittime di questa “inutile strage”.

Lunedì 28 luglio, 100 anni dopo l’inizio delle ostilità, nella piazza di Denno, la S. Messa animata dai cori parrocchiali di tutta l’Unità Pastorale e dalla Banda “Musicanti nonesi”.

La celebrazione concelebrata dal parroco, p. Roberto Mela e don Fortunato Turrini ha visto una numerosa partecipazione di persone dai paesi di Campodenno, Cunevo, Crescino, Denno, Dercolo, Flavon, Lover, Masi di Vigo, Quetta, Sporminore, Termon, Terres, Toss e Vigo di Ton.

Silenzio e commozione da parte dei partecipanti, che hanno favorito l’ascolto dell’unica Parola che conta e consola, la Parola di Dio. Dopo la Comunione un rappresentante per ogni comunità ha letto i nomi e l’età dei 211 Caduti mai più ritornati a casa.

Nell’omelia don Fortunato Turrini ha richiamato il grande dono della Pace, primo dono del Risorto, e invocato dagli angeli sulla Grotta di Betlemme, commentando con sapienza i testi delle letture e delle preghiere del Messale.

Interessanti le notizie storiche, che don Turrini ha riferito.

“Un sacerdote qui della val di Non che vedeva la ferrovia “Trento- Malè”, scriveva “passano senza interruzione di pomeriggio e di notte treni pieni di chiamati sotto le armi destinati a Brunico, a Bolzano e a Bressanone (destinazioni provvisorie per poi inviarli a due o tre giorni di treno).

Nel Trentino, 63 mila richiamati, 28 mila Kaiserjagher in 4 reggimenti, 21 mila Landeschutzen in 3 reggimenti, 14 mila nella milizia territoriale in 2 reggimenti.

Del vecchio decanato di Denno partirono circa 800 richiamati e 134 non ritornarono più, della zona della nostra Unità pastorale allargata a Sporminore e Ton 1250 e 211 non fecero più ritorno.

L’omaggio più grande che possiamo fare ad essi, è riascoltare le voci dalla tormenta. Ci richiamano a pensieri di pace, alla nostalgia delle cose belle, alla fede in Dio; ecco alcuni frasi prese dalle lettere e cartoline militari che inviavano al curato di Lover perché comunicasse con la famiglia.

Da queste terre lontane, dove la paura si fa sentire, un affettuoso saluto” (6 aprile 1915)

“La novità che desidererei è sentire quella benedetta parola di pace” (10 aprile 1915)

“Raccomando tanto, che domani partiamo per la Galizia, il prego di non dire nulla alla mia famiglia, e quando sono a posto, se posso, scriverò ancora, e sennò prega per me se noi siamo destinati a morire in battaglia” (21 settembre 1914)

“Mi saluti i miei famigliari.. qua piove e le scarpe rotte. Pazienza” (16 luglio 1914)

“i sentimenti che si provano al campo sono tanti. Il primo è sempre il pensiero rivolto ai suoi cari lontani. Il secondo è per Dio in mezzo al rimbombar dei cannoni; più volte si sente invocare Iddio dai feriti. La vita è poi una continua privazione (20 gennaio 1915)

“Qui ho speranza che non durerà più alla lunga e che verrà presto un fine di questo flagello. Noi tutti preghiamo e speriamo” (20 aprile 1915)”

Queste parole e il pensiero dell’immensa tragedia che questo conflitto mondiale procurò, ci aiutino ad amare la pace e il volto di ogni fratello, impegnandoci non solo a parole, ma con i fatti a costruirla nel nostro quotidiano.